Acquisti online

Ti racconto una storia

Angela lavora in modalità smart working a causa della pandemia. Trascorre molto tempo online ed ha iniziato ad utilizzare il PC per fare acquisti. E’ una modalità che le piace molto perché così ha la possibilità di confrontare i prezzi, risparmiare tempo e valutare le opinioni di chi ha comprato il prodotto prima di lei. La merce arriva direttamente a casa e se non è soddisfatta ha la possibilità di cambiarla. Inoltre, si trovano offerte molto vantaggiose, proprio come le è capitato oggi: ha acquistato uno smartphone ad un prezzo stracciato! Pur non avendo mai effettuato transazioni in quel sito, ha deciso di finalizzare l’operazione in quanto l’offerta era troppo allettante. Passano due settimane ma dello smartphone non ci sono tracce: per avere chiarimenti in merito, Angela contatta il numero telefonico presente nel sito ma non trova mai nessuno che le risponda. Dopo un mese, non solo la merce non le è stata consegnata ma il sito non è più rintracciabile nel web.

Le vostre domande

Domande

Purtroppo la risposta è negativa: Angela è stata vittima di un truffatore che ha utilizzato il web come canale di vendita. Andiamo intanto a verificare quali sono le forme di commercio elettronico in cui si instaurano varie tipologie di rapporti con differenti scenari giuridici applicabili. 

  1. È bene specificare che solo il rapporto tra il professionista (partita IVA) e il consumatore (persona fisica) è oggetto di attenzione da parte dell’ordinamento in quanto, data la posizione debole, il consumatore si trova a dover accettare, molto spesso, le condizioni di contratto predisposte dall'azienda fornitrice. 
  2. Diverso è il caso di rapporti che si svolgono tra professionisti (due aziende) o tra consumatori stessi, cioè tra soggetti privati. Quest’ultima è una forma che si è diffusa soprattutto grazie a siti come E-bay o Subito.It, siti dove il compratore e venditore (che possono essere due persone fisiche) si incontrano per acquistare o vendere prodotti e in questi casi il sito gestisce solo l’ambiente dove le parti interagiscono. È bene ricordare che in questi casi non può applicarsi la disciplina prevista a tutela del consumatore in quanto non si individua un soggetto debole del rapporto.
  3. Per evitare di cadere in simili trappole disseminate per il web, è di fondamentale importanza saper riconoscere ed evitare siti falsi creati ad arte dai cybercriminali. E’ importante: fare attenzione ai prezzi troppo bassi: valutate attentamente l’offerta prestando attenzione che il prezzo non sia inspiegabilmente molto più basso rispetto a quello di altri annunci o di altri portali e che il venditore non faccia richieste “strane”, magari in relazione ai metodi di pagamento accettati. Verificare che l’identità del venditore e dei suoi contatti siano facilmente accessibili, che siano presenti le condizioni vendita, il prezzo finale del prodotto comprensivo di tutti gli oneri e le spese, le modalità di pagamento, consegna nel termine di legge pari a 30 giorni e fatturazione. Devono inoltre essere presenti: partita iva, i dati societari, il nome del titolare, l’eventuale contatto del servizio clienti ed ogni più generale informazione su garanzia, reso, spedizione. Un'azienda seria ed affidabile deve sicuramente caricare nella parte finale del proprio sito web i dati fiscali e sensibili che la identificano: se non riuscite a trovarli sul sito iniziate a diffidare.

Controllare il tipo di connessione e il nome di un sito è uno dei primi accorgimenti da adottare per riconoscere un sito non sicuro. Scegliete siti internet che al momento del pagamento e dell’inserimento dei propri dati personali, utilizzino un protocollo https il quale indica la presenza di una connessione sicura (la “s“ sta per “secure“). Per verificare questa informazione basta dare un’occhiata alla barra degli indirizzi del browser in uso, nella quale dovrebbe essere raffigurato un lucchetto verde serrato accanto al nome del sito web e la dicitura https:// prima del suo dominio. 

Verificate la data di creazione del sito. Collegandosi a www.centralops.net ed inserendo nella stringa di ricerca l’indirizzo del sito dove intendete acquistare, potete verificare sia il proprietario sia la “ data di nascita” del sito. Diffidate di quelli di breve creazione: spesso sono siti che hanno una durata di vita molto ridotta, giusto il tempo di far cadere nella propria rete qualche pesce e poi sparire. 

Diffidate dei siti che richiedono, come modalità di pagamento, un bonifico il cui beneficiario è una persona fisica. L'IBAN è spesso riferito ad una carta di credito prepagata di un disonesto venditore e non ad un conto corrente.

Se il bene acquistato non viene consegnato, la prima cosa da fare è sollecitare il venditore con una lettera di diffida in cui si intima di effettuare la consegna. 

Se non si riceve risposta il consumatore può esigere la risoluzione del contratto e richiedere indietro quanto precedentemente pagato. Se il venditore non risponde alla richiesta, non rimane che bloccare il pagamento tramite la banca o chi ha emesso la carta di credito. 

Se il consumatore ha utilizzato come metodo di pagamento la carta di credito ad esempio è possibile attivare la procedura del charge back rivolgendosi direttamente alla banca o alla società che gestisce la Carta di credito o prepagata. In questo caso ci sono buone possibilità di recuperare l’importo. 

Se si è scelto di pagare utilizzando un conto PayPal è bene sapere che la piattaforma offre la protezione acquisti gratuita che permette di ricevere il rimborso di quanto pagato in caso di mancata consegna. Ricordate di aprire una contestazione entro 180 giorni dalla data di acquisto. 

Minori protezioni si hanno se il pagamento è avvenuto con Bonifico Ricarica di una carta PostePay. 

Le associazioni dei consumatori, la polizia di stato e la polizia postale sono a disposizione per proteggere i compratori ed indicare il percorso più adatto da percorrere dopo essere incappati in controversie-truffe nate sul web. 

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